mercoledì 28 marzo 2012

La favola delle “TRE ARANCE D'ORO” di NONNA AMNERIS

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C'era una volta, in un regno molto lontano, un principe che non rideva mai. Molto si fece a palazzo per far sì che accennasse anche solo un sorriso. Furono invitati saltimbanchi di ogni sorta, organizzate feste e spettacoli, ma nulla fu tanto efficace da riuscire nell'impresa.


Il principe trascorreva solitario le sue giornate alla terrazza del palazzo, guardando
nella corte, dove vi era un'enorme fontana colma d'olio. Lì, gli abitanti del reame andavano ad attingere con ogni tipo di recipiente.


Un giorno giunse una vecchietta carica di pentolini tintinnanti che attirò la sua
attenzione. Appena riscì a colmarli tutti, scivolò rovesciandosi addosso tutto l'olio. Questa visione scatenò nel principe un'irresistibile momento di ilarità mai visto, fino a quel momento.


La vecchietta, risentita da tale affronto, lo intimò dicendogli: “Non sarai mai più felice
finchè non troverai le tre arance d'oro!”. Incuriosito da tale affermazione, non si diede pace finchè non decise di partire alla ricerca di queste arance d'oro.


Cavalca cavalca cavalca, lungo la strada incontrò una vecchio affaticato che gli chiese
aiuto per compiere il suo tragitto fino a casa. Il principe prontamente lo caricò sul suo cavallo e lo accompagnò. L'uomo allora lo ringraziò e gli chiese il motivo delle sue peregrinazioni. Il principe gli raccontò che stava cercando le tre arance d'oro. Il vecchio decise allora di indicargli la via: “Per ricompensarti di tanta premura ti dirò dove potrai trovare le tre arance d'oro. Sono custodite nel castello della strega. L'accesso sarà difficile, ma una volta
salita la scala, le troverai in un cesto nascosto
dentro il camino. Ma sta attento a non svegliare la strega o saranno guai! Se si
dovesse svegliare, scappa! Scappa e non fermarti!". Il principe ringraziò e subito si mise alla ricerca del castello della strega.
Cavalca, cavalca, cavalca, lungo la strada incontrò un uomo che spingeva faticosamente il
suo carro. Il principe scese da cavallo e lo aiutò. Anche l'uomo chiese dove il principe fosse diretto e dopo aver ascoltato la sua storia gli disse: “Per ricompensarti della tua premura ti voglio regalare questo pezzo di strutto”.


Cavalca, cavalca, cavalca, lungo la strada incontrò una vecchia signora che trasportava
un grosso carico di legna sulle spalle. Il principe scese da cavallo e l’aiutò a portare quel peso. Anche la vecchia gli chiese dove fosse diretto e dopo aver ascoltato la sua storia
gli disse: “Per ricompensarti della tua premura, ti voglio regalare questo sacco di
pane secco”.


Cavalca, cavalca, cavalca, lungo la strada incontrò una donna che non poteva filare perchè il suo telaio era rotto. Il principe si
fermò e l’aiutò a ripararlo. La donna gli chiese dove fosse diretto e dopo aver ascoltato
la sua storia gli disse: “Per ricompensarti della tua premura, ti voglio regalare queste corde”.


Cavalca, cavalca, cavalca finalmente arrivò al castello della strega.



Non riuscendo ad aprire il cancello, perchè tutto arrugginito, si ricordò dello strutto. Unse i
cardini, così si aprì senza far rumore. Dopo qualche passo, in mezzo al cortile,
vide dei cani affamati che gli vennero incontro, si ricordò allora del pane secco. Lo lanciò loro affinchè non abbaiassero.


Vide poi due donne di fianco al pozzo che tiravano su i secchi con i loro capelli. Si ricordò allora delle corde e gliele porse in modo che lo lasciassero passare.


Salì le scale e vide che al fianco della strega che dormiva, c'era il camino e lì dentro il
cesto contenente le tre arance d'oro.


Si avvicinò senza far rumore, prese il cesto e scappò via giù per le scale più in fretta che
potè. La strega si svegliò all'improvviso e gridò:
“Donne fermatelo!”.


 Ma le donne risposero: "No, perchè ci ha dato le corde per tirare su i secchi dal pozzo". 
E lo lasciarono passare.
Allora la strega gridò: "Cani, sbranatelo!"
Ma i cani risposero: “No, perchè ci ha dato il pane secco e noi eravamo affamati”. 
E lo lasciarono passare.
La strega in ultimo urlò: “Cancello, stritolalo!”.
Ma il cancello rispose: “No, perchè ero arrugginito da tempo e lui mi ha unto con lo
strutto!”. E lo lasciò passare.
Il principe, riuscì dunque a scappare, senza mai fermarsi.
Cavalca, cavalca, cavalca, dopo un giorno e una notte si fermò per riprendere fiato.
Preso dalla curiosità volle vedere le tre arance d'oro.
Prese la prima e la aprì: ne uscì una
bellissima ragazza che disse: “Ho sete, dammi da bere”. Il principe le porse la sua
borraccia ed ella bevve tutta l'acqua ma aveva ancora sete e morì.


Il principe ripartì e si fermò questa volta di fianco ad una fontana. Aprì la seconda arancia
d'oro e ne uscì una ragazza ancora più bella,
che disse: “Ho sete, dammi da bere”. Il principe le porse l'acqua della fontana ed ella
bevve, bevve, fino a prosciugarla tutta, ma aveva ancora sete e morì.


Il principe preso dallo sconforto ripartì e decise di fermarsi di fianco ad un corso
d'acqua. Aprì la terza arancia d'oro ne uscì una ragazza incredibilmente ancora più bella,
che disse: “Ho sete, dammi da bere”. Il principe la portò al lato del corso d'acqua ed ella bevve, bevve, bevve, fino a soddisfare la sua sete.


Il principe la portò dunque al castello dove annunciò di essere finalmente felice. Aveva
trovato la sua sposa!



FINE.




1 commento:

  1. Isotta,
    All my family was born in Italy, but I've lost almost all of them and the beautiful words they spoke.
    Have been searching my memory, the internet, books for so long now - for the story I barely remember - that my grandmother told me as a child... le tre arance d'oro

    Thank-you,
    Elena

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